Powered By Blogger

sabato 22 novembre 2014

Arringa al popolo di Roma



Se considerato è come crimine l’incitare alla violenza i cittadini, io mi vanterò di questo crimine, io lo prenderò sopra me solo. Se invece di allarmi io potessi armi gettare ai risoluti, non esiterei; né mi parrebbe di averne rimordimento. Ogni eccesso della forza è lecito, se vale a impedire che la Patria si perda. Voi dovete impedire che un pugno di ruffiani e di frodatori riesca a imbrattare e a perdere l’Italia. Tutte le azioni necessarie assolve la legge di Roma. Ascoltatemi. Intendetemi.
Il tradimento è oggi manifesto. Non ne respiriamo soltanto l’orribile odore, ma ne sentiamo già tutto il peso obbrobrioso. Il tradimento si compie in Roma, nella città dell’anima, nella città di vita!
Nella Roma vostra si tenta di strangolare la Patria con un capestro prussiano maneggiato da quel vecchio boia labbrone le cui calcagna di fuggiasco sanno la via di Berlino. In Roma si compie l’assassinio. E se io sono il primo a gridarlo, e se io sono il solo, di questo coraggio voi mi terrete conto domani. Ma non me ne importa. Udite. Ascoltatemi. [...]
Noi siamo sul punto d’essere venduti come una greggia infetta. Su la nostra dignità umana, su la dignità di ognuno, su la fronte di ognuno, su la mia, su la vostra, su quella dei vostri figli, su quella dei non nati, sta la minaccia d’un marchio servile. Chiamarsi Italiano sarà nome da rossore, nome da nascondere, nome da averne bruciate la labbra. Intendete? Avete inteso? Questo vuol fare di noi il mestatore di Dronero, intruglio osceno. [...]
Questo vuol fare di noi quell’altro ansimante leccatore di sudici piedi prussiani, che abita qui presso; contro il quale la lapidazione e l’arsione, subito deliberate e attuate, sarebbero assai lieve castigo. Questo vuol fare di noi la loro seguace canaglia. Questo non faranno. Voi me ne siate mallevadori, o Romani. Giuriamo, giurate che non prevarranno. [...]
Basta! Rovesciate i banchi! Spezzate le false bilance! Stanotte su noi pesa il fato romano; stanotte su noi pesa la legge romana. Accettiamo il fato, accettiamo la legge.
Imponiamo il fato, imponiamo la legge. Le nostre sorti non si misurano con la spanna del merciaio, ma con la spada lunga. Però col bastone e col ceffone, con la pedata e col pugno si misurano i manutengoli e i mezzani, i leccapiatti e i leccazampe dell’ex cancelliere tedesco che sopra un colle quirite fa il grosso Giove trasformandosi a volta a volta in bue tenero e in pioggia d’oro.
Codesto servidorame di bassa`mano teme i colpi, ha paura delle busse, ha spavento del castigo corporale. lo ve li raccomando. Vorrei poter dire: io ve li consegno. I più maneschi di voi saranno della città e della salute pubblica benemeritissimi. Formatevi in drappelli, formatevi in pattuglie civiche; e fate la ronda, ponetevi alla posta, per pigliarli, per catturarli.
Non una folla urlante, ma siate una milizia vigilante. Questo vi chiedo. Questo è necessario…
Da Gabriele d’Annunzio, Arringa al popolo di Roma in tumulto (13 maggio 1915), in Per la più grande Italia, Milano 1920.

venerdì 17 ottobre 2014

La Prima Giornata Mondiale dei Cavalieri. Cronaca di un evento indimenticabile.


La Prima Giornata Mondiale dei Cavalieri ha avuto luogo con un successo entusiasmante.
Ma perché ha avuto luogo? E perché ora? E cosa ha mosso migliaia di persone, tra artisti e pubblico, provenienti da ogni parte d’Europa, verso un paese della provincia di Parma reso famoso da una celebre battaglia? Forse la risposta sta in quei “valori cavallereschi” che la manifestazione metteva al centro. Perché il mondo si fermasse un momento (una intera giornata) a riflettere. Perché la gente si sente sempre più smarrita e ha bisogno di segni tangibili. Perché c’è bisogno di capire che temi come la condivisione, l’accettazione dell’altro, la fratellanza, la certezza in qualcosa di più alto e importante del contingente non sono obsoleti e relegati al passato o ad una categoria di persone, ma sono trasversali ed attualissimi. E vanno riscoperti, o scoperti, e portati alla luce del sole, e fatti circolare con decisione ed insistenza. La stessa decisione ed insistenza che hanno animato i baroni de Grasse che per ben cinque anni si sono adoperati per dare al mondo un segnale di pace e solidarietà originale ed appassionato. La prima Giornata Mondiale dei Cavalieri è stato questo: un simbolo, che, ne siamo certi, darà il via ad altri simboli ricchi di significato.
La Giornata Mondiale dei Cavalieri è stata un successo anche mediatico. Ritrasmessa attraverso diversi canali in Live Streaming ed in differita in tutto il mondo, ha avuto ben 38,3 Milioni di spettatori che hanno seguito le immagini attraverso i cavali televisivi e 1,5 Milioni dalle onde radio. Il Barone de Grasse afferma: " Il nostro obiettivo mediatico è stato ampiamento superato. Siamo riusciti a lanciare questa scintilla della speranza nel mondo, e questo è solo l'inizio di un'onda immensa che la Giornata Mondiale dei Cavalieri sta scatenando. Intorno alla Giornata Mondiale dei Cavalieri stanno nascendo molti progetti in vari paesi. Abbiamo posto la prima pietra per un cambiamento universale! Il 20 settembre 2014 è una data storica."
Non è stato facile perseguire una strada (come ci spiega il barone De Grasse) che è stata piena di ostacoli. Ma l’abnegazione, la convinzione di dover e poter fare la “cosa giusta” ha avuto alle fine la meglio su perplessità, diffidenze ed ostracismi di varia natura.
Quando verso le nove di mattina centinaia di bambini sono arrivati presso il Municipio e con gioia hanno iniziato a sventolare le loro bandierine (i bambini che sono il futuro, la purezza, e la magia dei sogni che son parte integrante della realtà) si è capito che il “sogno grande”, di avvicinare i popoli, di dare un segnale di speranza, era tangibile, era li’ in quell’istante, e che un momento particolare nella storia si stava scrivendo. Poi da ogni parte del paese si son visti arrivare sbandieratori, cavalieri a cavallo, maschere veneziane, tamburini, suonatori di cornamuse, in un tripudio di abiti d’epoca, di colori, di suoni e di festa. La Giornata Mondiale ha avuto inizio così: tutti radunati sotto la casa Comunale, anche questo un simbolo. Tutti in “comune”.
Dopo l’avvio ufficiale dato dal Sindaco ci si è insieme portati in sfilata verso la grande piazza ribattezzata “Dei Cavalieri”, il luogo deputato agli eventi spettacolari. Ed ecco ancora i bambini sono stati i protagonisti principali, distruggendo sul grande palco allestito da Diego Spagnoli un muro di cartone sotto lo sguardo benevolo di un Ivanhoe in azzurro. Un muro da distruggere, come tutti i muri che ci ostacolano ad andare avanti, oltre, a fare anziché parlare, a proseguire per la strada del cambiamento verso il “meglio”.
A questo punto la Baronessa di Montecrestese ha liberato verso il cielo una bianca colomba, e subito centinaia di altre colombe si sono librate nell’aria.
La piazza dei Cavalieri era divisa in due zone. Da una parte il grande palco, con ai lati due megaschermi, e dalla parte opposta il campo dove si sono subito esibiti gli artisti della compagnia di Riccardo Cuor di Leone. Entusiasmante e coloratissima la loro rivisitazione storica ricca di duelli, fuochi, cavalieri e dame. E da quel momento in poi i momenti spettacolari sono stati tanti e continui, fino a notte. Sul palcoscenico il “Mondo”, la stupenda scultura realizzata da Giovanni Floris, ha visto alternarsi artisti del calibro di Silvio d’Anza, Anna Maria Adamiak, Gacomo Contro, Claudia Grundmann, Anais Leforestier, le Green Clouds, i Jalisse…
Particolarmente suggestiva è stata la Cerimonia intorno alla Tavola Rotonda (anch’essa realizzata da Giovanni Floris), dove i Cavalieri (il barone De Grasse in primis) si sono radunati per presentare le loro spade e con esse il loro impegno a perseguire i Valori condivisi. Impegno che, vergato su pergamena, è stato simbolicamente introdotto dal barone nel cuore del “ Mondo” (la bellissima scultura sarà esposta quanto prima in vari musei d’Europa seguendo un viaggio itinerante insieme alla Tavola Rotonda e al prezioso Libro d’Oro dei Cavalieri, foggiato in cuoio e arricchito di ori diversi). Tutto il paese è stato animato dai Cavalieri dal mattino alla sera. Mentre si svolgevano gli spettacoli, in luoghi diversi si tenevano esposizioni di materiale artigianale e allestimenti di varia natura, con suonatori di musica antica, soprattutto nella piazza antistante la storica chiesa, dove Maria Mirante ha tenuto un concerto e dove, sul sagrato, il blasone della Giornata Mondiale fatto in fiori accoglieva il pubblico. Ballo di mezzanotte e lancio in cielo di piccole mongolfiere infuocate hanno segnato non la fine della Giornata, ma un augurio a procedere, a continuare, a portare in alto il cuore e a credere che le cose sono sempre possibili. Soprattutto se non si è da soli.
Ora della Giornata Mondiale dei Cavalieri si continuerà a parlare, fino alla prossima edizione. Al momento restano nell’aria l’Inno dei Cavalieri (cantato da Francesco Marchetti), l’Inno della giornata mondiale (creato da Pierre Vaucher e cantato da Anna Maria Adamiak e Silvio d’Anza), la canzone dei Jalisse: L’Alchimista, per sempre tuo Cavaliere (frutto di un concorso per il miglior testo), la fragranza del profumo Chevalier, creato per l’occasione, la Moneta ricordo, ma soprattutto resta nell’aria la sensazione che il cambiamento è possibile. Basta volerlo con forza.

Sergio Scorzillo




lunedì 1 settembre 2014

la Giornata Mondiale dei Cavalieri: Fornovo di Taro 20 settembre 2014

Il Barone Hans Adrian Kleiner de Grasse di origine Svizzera e Francese e la Baronessa Ruama Pia Kleiner de Palma di Montecrestese, di origine Italiana, risiedono in Svizzera nel Castello di Laupen, Cantone di Berna, in una villa della campagna friburghese e in un Castello in Francia. Hanno scelto l’Italia e nello specifico il Comune di Fornovo (Parma) per inaugurare, il 20 settembre prossimo, un evento unico al mondo: la prima Giornata Mondiale dei Cavalieri (www.gmdc.it) , aperta al mondo, per la promozione dei valori cavallereschi e universali.
La Baronessa di Montecrestese, Ambasciatrice di solidarietà dell’EUACOS (European Academy of Solidarity) si occupa di aspetti sociali, di attività benefiche e cura tutte quelle iniziative legate alle associazioni umanitarie, alla ricerca, agli ospedali e ai bambini malati e bisognosi.
Vivere il sociale è per lei il fine primo della sua missione istituzionale e lo fa con grande umiltà, senza volersi mettere in vetrina; è sposata con il Barone Kleiner, unico in Svizzera riconosciuto con questo titolo nobiliare.
I Baroni si sono conosciuti 15 anni fa ad un Galà di beneficenza: una strada comune li ha portati al matrimonio.
Il Barone Kleiner de Grasse, discende dalla casata della Famiglia Parascandola, che detiene il baronato dal 1686; una discendenza nobile, originaria del sud della Francia, di Grasse, di cui il Barone è l’unico erede e ricopre la più alta carica di un ordine cavalleresco internazionale (Laico e non politico, che si interessa di promozione della cultura, di beneficenza e opere filantropiche).
Come tutti i nobili hanno uno stemma di famiglia che negli anni si è modificato. Oggi, l’elemento del loro stemma è la torre, che dal 1750 ha un linguaggio-significato araldico di difesa e sicurezza; altro elemento sono le ali, simbolo di protezione, di rapidità e di elevazione (o prendere il volo). Il fondo dello stemma, di color marrone, indica: “Paziente nella battaglia ma finalmente vittorioso”. Per battaglia, non si intende, per forza, solo quella fatta con le armi ma l’intento di portare avanti delle nobili cause.
Da anni i Baroni Kleiner, sono impegnati nella realizzazione di opere sociali e caritatevoli in numerosi Paesi; hanno vissuto e toccato con mano situazioni di bisogno e necessità; scrutando con il cuore e la loro forte sensibilità i casi di bisogno che si presentavano, hanno ritenuto di voler fare qualcosa per la società e per gli altri. Una goccia nell’oceano che se tutti contribuissero a mettere, probabilmente la nostra società vivrebbe oggi una situazione diversa dall’attuale.
Dice il Barone: “Riedificare e rilanciare i valori umani e cavallereschi nella nostra società è diventato necessario e fondamentale. I valori sono per tutti, non solo per la nobiltà”. La Giornata Mondiale dei Cavalieri ha proprio l’obiettivo di riunire a Fornovo il Mondo, sotto questi valori universali di pace, tolleranza, rispetto e solidarietà”: un giorno speciale per ricordare e far rivivere a tutti il vero significato della solidarietà. Prosegue il Barone Kleiner:”La vera nobiltà prende origine dal cuore e si manifesta nelle azioni quotidiane”. Il tema identificativo dei cavalieri è il gesto quotidiano a favore del prossimo.
Il barone Kleiner, laureato in studi economici si occupa di formazione dei dirigenti nelle Aziende oltre ad essere Editore. È lui stesso autore di un libro che verrà presentato dopo la Giornata Mondiale dei cavalieri: racconterà la logica del potere nel Mondo,
Nel frattempo cura le relazioni politiche, istituzionali e religiose con le Autorità Mondiali. Da cinque anni è portavoce ( oltre ad essere ideatore) della Giornata Mondiale dei Cavalieri. Obiettivo dei Baroni è quello di promuovere il dialogo. “Una goccia nell’oceano serve” ed è questo il valore principale che dovrebbe diventare valore fondamentale per gli uomini. “Guardare avanti” è il motto e l’impegno continuo; applicando i valori troveremo sempre una soluzione positiva e arriveremo a risvegliare, tutti, le nostre coscienze. “Se noi applicassimo davvero i valori di base, ci sarebbero ancora la povertà o la guerra?” – dice il Barone – “Il popolo non vuole la guerra che in genere è voluta da organizzazioni più grandi”. Sostengono inoltre il concetto di cura della nostra terra: il concetto di ecologia e dei buoni propositi e regole positive.
“Tutti questi vissuti di necessità attorno a noi, ci hanno portati a voler fare qualcosa. Ci auguriamo di far scoccare una nuova scintilla di positività. Abbiamo scelto l’Italia perché è sempre stato un Paese all’avanguardia, di cultura, di grandi opere, artisti e scienziati. Il mondo intero ha fatto e fa appello all’Italia per il suo inestimabile patrimonio culturale. Come viviamo adesso non si può continuare: il domani è nelle nostre mani e nella consapevolezza di poter, tutti, fare qualcosa”.
quella che talvolta non lascia spazio ai nobili valori.

 Visitate il sito www.gmdc.it e acquistate i biglietti per partecipare a questa giornata unica. (Ufficio stampa GMDC)

giovedì 21 agosto 2014

"I Cavalieri sono di ritorno" - il filmato


La "Giornata Mondiale dei Cavalieri" ha iniziato il suo World Tour delle presentazioni ufficiali in gennaio 2013. 
Durante gli ultimi mesi il World Tour ha visitato numerose città in Europa che hanno ricevuto l'evento mondiale con tutti gli onori.

Un evento unico, senza precedenti e di ampiezza internazionale in cui l’Italia farà rivivere al Mondo lo spirito cavalleresco.


La parola chiave di questa Giornata Mondiale dei Cavalieri è “Solidarietà”: tutto il ricavato di questo evento sarà infatti devoluto a istituzioni benefiche e caritative presenti in Italia e nei diversi Paesi del Mondo.


Saranno presenti Cavalieri da tutto il mondo, Nobiltà europea, Personalità dell’imprenditoria, della politica e dello spettacolo, Dignitari di diversi Stati e Chiese.

Grandi Star internazionali si uniranno a questa giornata mondiale e alla sua nobile causa.

Un ricco programma attende le migliaia di spettatori che arriveranno da tutto il mondo: 16 ore di spettacolo e di emozioni.

In occasione dell'importante evento che si svolgerà a 

Fornovo di Taro il 20 settembre 2014 

è stato creato un affascinante filmato visibile sul sito www.gmdc.it



Stéphane Chopard è il Realizzatore e produttore della presentazione del film "I Cavalieri sono di ritorno", dello Spot TV della Giornata Mondiale dei Cavalieri e del clip "Chevalier, profumo ufficiale della Giornata Mondiale dei Cavalieri".

RSC Production, realizza dei film e documentari per le grandi catene internazionali, RTS SFDRS, RAI, France Television, Canal Plus, ARTE, WDR, Discovery, National Geographic, Plus, ARTE, WDR, Discovery, National Geographic, ecc.





Pierre Vaucher è il Compositore e Produttore della musica originale del Film di lancio della prima Giornata Mondiale dei Cavalieri, dell’inno dei Cavalieri, della musica originale dello spot TV della Giornata Mondiale dei Cavalieri, del clip "Chevalier" Profumo Ufficiale della Giornata Mondiale Cavalieri.


Ha composto ed interpretato numerose produzioni per film, spot pubblicitari, documentari, cortometraggi.

Mangrove-produzioni è responsabile per la composizione e produzione di musica originale per l'immagine. Creazione e produzione di musiche originali per il film, il cinema, la televisione, e per qualsiasi produzione audiovisiva.






mercoledì 20 agosto 2014

la Prima Giornata Mondiale Dei Cavalieri





il 20 settembre 2014 a Fornovo di Taro (Parma) ci sarà il grande evento: 


la Prima Giornata Mondiale Dei Cavalieri 

Tutto è pronto! 
Assieme a voi creeremo uno spettacolo indimenticabile. 
Assicurate il vostro posto prenotando i biglietti sul sito www.gmdc.it 

Grandi Artisti, spettacoli, cerimonie e momenti mozzafiato vi coinvolgeranno in questa giornata speciale. (Ufficio Stampa GMDC).

I FESTEGGIAMENTI:
  • Diversi concerti :  Silvio d'Anza, il Duo Jalisse, Green Clouds, Anna Maria Adamiak, Giacomo Contro, Claudia Grundmann, Maria Mirante, ecc.
  • 16 ore di spettacoli ed emozioni pure
  • Centinaia di artisti provenienti da numerosi paesi
  • Un viaggio attraverso 1000 anni di storia delle epoche Barocco - Rinascimento - Veneziano - Medioevo
  • Cerimonia d'apertura, sfilata
  • Cerimonia di proclamazione ufficiale della prima Giornata Mondiale dei Cavalieri
  • Maestoso ballo di mezzanotte ai valzer di vienna
  • Fiabesco lancio delle lanterne dei desideri
  • Mercato, artigianato d’epoca, specialità nostrane

La Giornata Mondiale dei Cavalieri è posta sotto la stella della solidarieta. Tutti i profitti saranno devoluti in beneficenza.

martedì 13 maggio 2014

Scorzillo: Evvive les Differences (Tous)!

Scorzillo: Evvive les Differences (Tous)!

Sergio Scorzillo
Sergio Scorzillo
Un’ora e mezza di erotismo verbale (solo chiacchiere s’intende!), narrato, cantato ed anche un po’ ballato sul fil rouge di celebri scritti di De Sade, Garcia Lorca, Verlaine, Lawrence e D’annunzio….autori che la sapevano lunga a tal proposito!
L’ultimo spettacolo di Sergio Scorzillo(in cartellone al Teatro della Memoria di Milano) ha un titolo piuttosto graffiante “Diario di viaggio di un bisessuale contento”, traduzione libera e creativa da un monologo di Marcel Delabiche, cioè “Carnet de voyage d’un bixessuel ravi”. Verosimilmente si tratta di un autore della Belle Epoque, piuttosto libertino e gaudente, che ama raccontarsi senza mezzi termini e ipocrisie. Anche se l’outing sensuale e scanzonato non è privo di una certa ironica eleganza. Adatto, naturalmente, ad un pubblico adulto.

Però, però…tutto questo andirivieni su e giù per frasi celebri della cultura tout court (non solo erotica!), questo inframezzare con testi di canzoni pop e arie d’operetta che inventano un secondo filo conduttore della pièce, non ricordano forse l’eclettica personalità e lo stile del nostro autore-attore-regista?
“E va bene, sì -confessa Sergio Scorzillo- il monologo è scritto di mio pugno, Marcel Delabiche è difatti un nom de plùme !”
Disinvolto e a suo agio sul palco, inventore di situazioni e stati d’animo curiosi, Sergio sa rendere bene l’idea godereccia del pluri differenziato erotismo di François, il suo divertente e assatanato protagonista. Felice che le sue sfaccettate pulsioni sessuali gli abbiano offerto un sacco di possibilità dall’adolescenza in poi…
Quindi racconta le sue vicissitudini parafrasando, come già detto, motivi popolari a cominciare da una celebre aria de “La Vedova Allegra”, per continuare con la nota canzonetta del Trio Lescano “Ma le gambe”, “Perché no” di Battisti e la vivace “Tanti auguri”, repertorio della Carrà. Musiche dal vivo interpretate al pianoforte dal bravissimo Dario Dongo, abile pure come spalla nei momenti salienti.
“Quel qualcosa che a detta di chi sa mi contraddistingue dagli altri, è semplicemente che non mi formalizzo a dire le cose come stanno, anche perché dal mio punto di vista stanno assai bene. Stanno benissimo….” Questo è l’incipit del percorso, apertura a racconti dal linguaggio crudo, coraggioso e diretto, diciamo “moderno”?! Ben lontano comunque da falsi moralismi e bigottismi.
La pièce è dedicata a Spalding Gray, attore e commediografo americano, autore di monologhi, tra i quali il citato “Sex and Death to the Age 14”, caratterizzati da humour, paranoia e consapevolezza. Ingredienti base anche dei lavori del nostro amico Sergio.
Marisa Gorza ha scritto 5 articoli su Tv News

venerdì 28 febbraio 2014

Diario di viaggio di un bisessuale contento al Phenomenon di Borgomanero

il 25 febbraio 2014 è andato in scena il Diario di viaggio di un bisessuale contento al Phenomenon di Borgomanero. Nuovissima versione con canzoni. Io recito racconto canto e anche un po' ballo.....











mercoledì 28 agosto 2013

Attori Associati di Udine, compagnia di cui ho fatto parte per 4 anni

Mi fa piacere pubblicare un articolo uscito sulla compagnia Attori Associati di Udine, di cui ho fatto parte, e che ho trovato per caso su internet


Vittorina Lanfredi, vita da soubrette

di MARIO BLASONI
Venerdì 10 luglio 1960, ore 21, cinema teatro Italia di Pontebba: la compagnia Bixio & Nicoletti presenta lo spettacolo di varietà Carlino Show. Sono anni in cui la rivista, l'avanspettacolo, i recitals musicali riempiono ancora le sale tra un film e l'altro. A Udine chiude il vecchio Puccini, ma tiene banco il Cristallo. E i paesi non sono da meno. Nello spettacolo di Pontebba, come evidenzia la locandina, Carlino è il capocomico Bixio Lanfredi, mentre il ruolo di soubrette spetta a sua figlia Vittorina, affiancata dal marito Franco Nicoletti, bella voce tenorile. La seconda cantante-ballerina è l'altra figlia, Wanda Bixio, ma nel cast ci sono anche mamma Gianna Rossetti e il marito di Wanda, Gino Guidetti, prima autista della compagnia e poi anch'egli attore.
Una famiglia intera sul palcoscenico! Oggi può sembrare eccezionale, ma in passato erano abbastanza frequenti le discendenze artistiche, di padre in figlio e nipote, tramandate fin dai tempi della commedia dell'arte. «E senza alcuna scuola, senza corsi particolari. Io ho imparato da mio padre e mia madre, mia madre da mio nonno...» racconta oggi Vittorina Lanfredi. Classe 1927, cresciuta sulla scena, Vittorina Lanfredi Nicoletti ha spaziato in tutti i generi dello spettacolo: prosa, musica, danza, cabaret... («Mi manca solo la lirica!»). E oggi, dopo aver perduto - poco più di un anno fa - l'amato Franco, compagno di sessant'anni d'arte e di vita insieme, è rimasta l'unica testimone, ancora attiva e "talentuosa", di quella che fu la Compagnia Attori associati Città di Udine. Un gruppo artistico familiare venuto da fuori, ma che in Friuli ha portato Shakespeare e Pirandello nelle scuole, nelle caserme e nei teatrini di paese e raccontato le fiabe a generazioni di bambini. Ricordarlo oggi è come rivivere le magiche atmosfere dei film 
Luci del varietà, di Lattuada e Fellini, e Polvere di stelle, con Sordi e Monica Vitti.
Vittorina è nata a Ravenna, ma il papà era di Ancona. Bixio Lanfredi (1900-1980) da giovane e promettente attore ebbe un ruolo importante come "spalla" di Filippo Tommaso Marinetti, affiancando il padre del futurismo nelle sue conferenze-spettacolo in vari teatri della penisola. Bixio ha sposato l'attrice fiorentina Gianna Rossetti, figlia (d'arte) del conte Adolfo, attore cinematografico («Il nonno era molto bello, sembrava Massimo Serato!»). Hanno avuto anche una seconda figlia, Wanda, purtroppo mancata di recente, che nella compagnia dei genitori è stata attrice, ballerina e coreografa.
Da più di sessant'anni sulla scena, Vittorina ha esordito appena cinquenne («Nella parte dell'angelo della Passione di Cristo»), ma già a 14 anni era la "seconda donna" della compagnia e a 20-22 aveva ruoli di primo piano nei classici di Pirandello, D'Annunzio, Sem Benelli. L'incontro con Franco Nicoletti è stato folgorante. Classe 1923, da ragazzo era scappato di casa per seguire la compagnia di varietà di Fredo Pistoni. Marinaio e cantante a Radio Naia durante la guerra, Franco è approdato alla compagnia di Bixio Lanfredi dopo un'esperienza con l'orchestra di Pantaleon Perez Prado. E dopo, ovviamente, aver conosciuto Vittorina durante uno spettacolo ad Ancona. Garbato chansonnier lui, cantante e ballerina lei, formavano una coppia perfetta. La compagnia è arrivata a Udine pochi anni dopo la guerra. «Portavamo il teatro nei paesi. La base era Villa Santina, di lì ci spostavamo a Enemonzo, Lauco e nelle borgate ancora più impervie. Ci chiamavano "gli scavalcamontagne"! Recitavamo spesso in sale di fortuna, come le latterie».
Si sono sposati nel 1948, a Ugovizza. L'anno dopo è stato inaugurato l'avanspettacolo al Cristallo. Dopo le stagioni d'anteguerra al Puccini e al Cecchini, spettò al cine-teatro di piazzale Cella - come ha spiegato lo storico Mario Quargnolo - rinverdire i fasti del varietà, seppure con la formula ridotta dello spettacolino che precedeva o seguiva la proiezione del film. C'erano giovanotti che sonnecchiavano durante la proiezione cinematografica, ma si rianimavano di colpo all'accendersi delle luci e all'apparire delle ballerine in passerella. Il Cristallo, dove la famiglia Lanfredi-Nicoletti esordì nel 1950, era il regno della compagnia triestina De Rosè, ma si esibiranno anche Cochi e Renato, Tamara Baroni, Antonio De Vico e tanti altri meno noti. L'avanspettacolo a Udine (citiamo ancora Quargnolo) è finito nel 1982, con la compagnia di Tino Cervi che tenne l'ultimo varietà al Cristallo il 2 marzo.
Il piatto forte per gli Attori associati però restavano, in quegli anni, le scuole, al mattino, e le caserme, alla sera. «Ci siamo stabiliti a Udine - spiega Vittorina - proprio perché c'erano molte caserme e mio padre riuscì a ottenere un importante "placet", l'approvazione dei cappellani militari. Apprezzamento più che meritato per moralità, misura e buongusto cui ci siamo sempre attenuti!». Alla Spaccamela la primadonna degli Associati furoreggiava nell'imitazione di Ava Gardner cantando 
Amado mio; per le scuole ha recitato in Anna Frank, nei panni della sorella Edith, accanto a Orazio Bobbio (Peter), il compianto attore triestino della Contrada; al Circolo ufficiali di Udine ha cantato ai thè danzanti domenicali con l'orchestria del maestro Marti; a Milano, con la sorella Wanda, nel 1958 ha recitato con Piero Mazzarella, il popolare Tecoppa; e ha fatto parte anche della compagnia Tuttedonne di Jole Silvani, la vedova di Cecchelin.
Nel '70 si è aperto il Palamostre («Vi abbiamo tenuto più di 50 recite per le scuole»), nel '76 è venuto il terremoto («Abbiamo portato la compagnia - e con essa il nome di Udine - a Milano, Genova e Roma»), nell'80 è mancato papà Bixio. Ma “the show must go on”, lo spettacolo deve continuare. «Lui era il comico, lo ha rimpiazzato mia sorella, che era un'attrice un po' buffa, tipo Sandra Mondaini». Nel '97 se ne è andata anche mamma Gianna, fino all'ultimo sulla breccia. Pochi mesi prima aveva recitato la parte della serva dell'orco nel Gatto con gli stivali al Palamostre: aveva 92 anni! Negli ultimi tempi, la compagnia si era allargata alle forze giovani locali. Tra i collaboratori più assidui il musicista udinese Rocco Burtone, conosciuto negli anni '70, quando suonava con “I Perché” all'Arcobaleno di viale Palmanova. «Ha scritto musiche per noi, partecipando anche a nostre tournée a Roma e delle Marche». Amicizia e collaborazione continuate anche dopo la scomparsa di Franco Nicoletti, avvenuta il 14 dicembre 2008 (avevano da poco festeggiato i 60 anni di matrimonio e di vita artistica). «Volevo lasciare tutto», ricorda Vittorina, che invece ha trovato proprio negli amici e collaboratori la forza necessaria per non mollare. Adesso dà appuntamento ogni mese ai fedelissimi per una serata revival alla Tavernetta di Remanzacco dell'amico Roberto Cicuttini. Ma un saggio indimenticabile della sua grinta lo ha dato la scorsa estate, quando è stata coinvolta da Burtone, al giardino Morpurgo, nelle tre serate di "Udine sul filo della memoria" (dedicate ai personaggi di questa rubrica). Rocco colonna sonora e lei cantante e ballerina irresistibile (accanto a Bettina Carniato): «Siamo come le lucciole...».
©RIPRODUZIONE RISERVATA