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martedì 25 novembre 2014

Dalla ringhiera del Campidoglio il XVII di maggio MCMXV

Romani, voi offriste ieri al mondo uno spettacolo sublime. Il vostro immenso ordinato corteo dava imagine delle antiche pompe che qui si formavano nel tempio del Dio Massimo e accompagnavano pel clivo capitolino le statue insigni collocate su i carri. Ogni via, dove tanta forza e tanta dignità passavano, era una Via Sacra. E voi accompagnavate, eretta sul carro invisibile, la statua ideale della nostra Gran Madre.
Benedette le madri romane ch’io vidi ieri, nella processione dell’offerta solenne, portare su le braccia i loro figli! Benedette quelle che già mostravano su le loro fronti il coraggio devoto, la luce del sacrifizio silenzioso, il segno della dedizione a un amore più vasto che l’amore materno!
Fu, veramente, un sublime spettacolo. Però la nostra vigilia non è finita. Non cessiamo di vegliare. Non ci lasciamo né illudere né sorprendere. Io vi dico che l’infesta banda non disarma.
Ma non v’è più bisogno di parole incitatrici, giacché anche le pietre gridano, giacché il popolo di Roma per le lapidazioni necessarie era pronto a strappare le selci dai suoi selciati ove scalpitano i cavalli che, invece di esser già all’avanguardia su le vie romane dell’Istria, sono umiliati nell’onta di difendere i covi delle bestie malefiche, le case dei traditori il cui tanto male accumulato adipe trasudala paura, la paura bestiale.
Come dovevano essere afflitti i nostri giovani soldati! E di qual disciplina, di quale abnegazione davano essi prova, proteggendo contro la giusta ira popolare coloro che li denigrano, che li calunniano, che tentano di avvilirli davanti ai fratelli e davanti ai nemici!
Gridiamo: «Viva l’Esercito!» È il bel grido dell’ora.
Fra le tante vigliaccherie commesse dalla canaglia giolittesca, questa è la più laida: la denigrazione implacabile delle nostre armi, della difesa nazionale. Fino a ieri, costoro hanno potuto impunemente seminare la sfiducia, il sospetto, il disprezzo contro i nostri soldati, contro i belli, i buoni, i forti, i generosi, gli impetuosi nostri soldati, contro il fiore del popolo, contro i sicuri eroi di domani.
Con che cuore inastavano essi le baionette a respingere il popolo che non voleva se non vendicarli!
Per fraterna pietà della loro tristezza, per carità della loro umiliazione immeritata, non li costringiamo a troppo dure prove. Rinunziamo oggi a ogni violenza. Attendiamo. Facciamo ancóra una vigilia.
L’altrieri, mentre uscivo dall’aver visitato il Presidente del Consiglio tuttavia in carica (rimasto incarica per la fortuna nostra, per la salute publica, a scorno dei lurchi e dei bonturi), 
quanta speranza, qual limpido ardore io lessi negli occhi dei giovani soldati a guardia!
Un ufficiale imberbe, gentile e ardito come doveva essere Goffredo Mameli, si avanzò e in silenzio mi offerse due fiori e una foglia: una foglia verde, un fiore bianco, un fiore rosso.
Mai gesto ebbe più di grazia, più di semplice grandezza. Il cuore mi balzò di gioia e di gratitudine. Io serberò quei fiori come il più prezioso dei pegni. Li serberò per me e per voi, per la poesia e per il popolo d’Italia. Verde, bianco e rosso! Triplice splendore della primavera nostra!
Date tutte le bandiere al vento, agitatele, e gridate:
«Viva l’Esercito!»
«Viva l’Esercito della più grande Italia!»
«Viva l’Esercito della liberazione!»
In quest’ora, cinquantacinque anni fa, i Mille si partivano da Calatafimi espugnata ed eternata nei tempi dei tempi col loro sangue che oggi ribolle come quel dei Protomartiri; si partivano, ebri di bella morte, verso Palermo.
Diceva l’ordine del giorno, letto alle compagnie garibaldine prima della marcia: «Soldati della libertà italiana, con compagni come voi io posso tentare ogni cosa».
O miei compagni ammirabili, ogni buon cittadino è oggi un soldato della libertà italiana. E per voi e con voi abbiamo vinto. Con voi e per voi abbiamo sgominato i traditori.
Non vi lasciate illudere, non vi lasciate ingannare, non vi lasciate impietosire. Tal mandra non ha rimorsi, non ha pentimenti, non ha pudori. Chi potrà mai distogliere dal gusto e dall’abitudine del brago e del truogolo l’animale che vi si rivoltola e vi si sazia?
Il 20 maggio, nell’assemblea solenne della nostra unità, non dev’essere tollerata la presenza impudente di coloro che per mesi e mesi hanno trattato col nemico il baratto d’Italia. Non bisogna permettere che, pagliacci camuffati della casacca tricolore, vengano essi a vociare il santo nome con le loro strozze immonde.
Fate la vostra lista di proscrizione, senza pietà. Voi ne avete il diritto, voi ne avete anzi il dovere civico. Chi ha salvato l’Italia, in questi giorni d’oscuramento, se non voi, se non il popolo schietto, se non il popolo profondo?
Ricordatevene. Costoro non possono sottrarsi al castigo se non con la fuga.
Ebbene, sì, lasciamoli fuggire. Questa è la sola indulgenza che ci sia lecita.
Anche stamani taluno non era forse intento a rammendar le trame che il grosso ragno alemanno aveva osato intessere tra i freschi roseti pinciani d’una villa omai destinata alla confisca?
Noi non abbiamo creduto, neppure per un attimo, che un ministero formato dal signor Buelow potesse avere l’approvazione, dirò anzi la complicità del Re.
Sarebbero piombati su la patria giorni assai più foschi di quelli che seguirono l’armistizio di Salasco.
Il Re d’Italia ha riudito nel suo gran cuore l’ammonimento di Camillo Cavour: «L’ora suprema per la Monarchia sabauda è sonata».
Sì, è sonata, nell’altissimo cielo, nel cielo che pende, o Romani, sul vostro Pantheon, che sta, o Romani, su questo eterno Campidoglio.
Apri alle nostre virtù le porte
dei dominii futuri,
gli cantò un poeta italiano quando Egli, assunto dalla Morte, fu Re nel Mare. Questo gli grida oggi non il poeta solitario ma l’intero popolo, consapevole e pronto.
Romani, Italiani, spieghiamo tutte le nostre bandiere, vegliamo in fede, attendiamo in fermezza.
Qui, dove la plebe tenne i suoi concilii nell’area, dove ogni ampliamento dell’Impero ebbe la sua consacrazione officiale, dove i consoli procedevano alla leva e al giuramento militare; qui, d’onde i magistrati partirono a capitanare gli eserciti, a dominare le province; qui, dove Germanico elevò presso il tempio della Fede i trofei delle sue vittorie su i Germani, dove Ottaviano trionfante confermò la sommessione di tutto il bacino mediterraneo a Roma, da questa mèta d’ogni trionfo, offriamo noi stessi alla Patria, celebriamo il sacrifizio volontario, prendiamo il presagio e l’augurio, gridiamo:
«Viva la nostra guerra!»
«Viva Roma! Viva l’Italia!»
«Viva l’Esercito!»
«Viva l’Armata navale!»
«Viva il Re!»
«Gloria e vittoria!»
A ogni evviva il popolo unanime risponde con una immensa
acclamazione, dalle scalinate, dalla piazza,
dalle vie. Essendo recata su la ringhiera la spada di Nino
Bixio, l’oratore la prende, la mostra al
Questa spada di Nino Bixio «secondo dei Mille», primo fra tutti i combattenti sempre, questa bella spada che un donatore erede di prodi offre al Campidoglio, o Romani, è un pegno terribile.
Vedetelo a cavallo, fuori di Porta San Pancrazio, il ferreo legionario dell’Assedio, che tiene abbrancato alla strozza il capitano nemico e lo trascina come preda in mezzo al suo battaglione, a gran voce intimando la resa, e solo, egli solo, fa prigionieri trecento uomini! Branca aquilina, anima battuta al conio de’ vostri Orazii, temerità di corsale ligure uso all’abbordaggio e all’arrembaggio, nato eroe come si nasce principe: esemplare italiano agli Italiani che s’armano.
Io m’ardisco di baciare per voi, su questa lama, i nomi incisi delle vittorie.
accesa dal tramonto. Il grido «Guerra! Guerra!»
supera ogni altro clamore.
Sonate la Campana a stormo! Oggi il Campidoglio è vostro come quando il popolo se ne fece padrone, or è otto secoli, e v’instituì il suo parlamento. O Romani, è questo il vero parlamento. Qui oggi da voi si delibera e si bandisce la guerra. Sonate la Campana!

sabato 22 novembre 2014

Arringa al popolo di Roma



Se considerato è come crimine l’incitare alla violenza i cittadini, io mi vanterò di questo crimine, io lo prenderò sopra me solo. Se invece di allarmi io potessi armi gettare ai risoluti, non esiterei; né mi parrebbe di averne rimordimento. Ogni eccesso della forza è lecito, se vale a impedire che la Patria si perda. Voi dovete impedire che un pugno di ruffiani e di frodatori riesca a imbrattare e a perdere l’Italia. Tutte le azioni necessarie assolve la legge di Roma. Ascoltatemi. Intendetemi.
Il tradimento è oggi manifesto. Non ne respiriamo soltanto l’orribile odore, ma ne sentiamo già tutto il peso obbrobrioso. Il tradimento si compie in Roma, nella città dell’anima, nella città di vita!
Nella Roma vostra si tenta di strangolare la Patria con un capestro prussiano maneggiato da quel vecchio boia labbrone le cui calcagna di fuggiasco sanno la via di Berlino. In Roma si compie l’assassinio. E se io sono il primo a gridarlo, e se io sono il solo, di questo coraggio voi mi terrete conto domani. Ma non me ne importa. Udite. Ascoltatemi. [...]
Noi siamo sul punto d’essere venduti come una greggia infetta. Su la nostra dignità umana, su la dignità di ognuno, su la fronte di ognuno, su la mia, su la vostra, su quella dei vostri figli, su quella dei non nati, sta la minaccia d’un marchio servile. Chiamarsi Italiano sarà nome da rossore, nome da nascondere, nome da averne bruciate la labbra. Intendete? Avete inteso? Questo vuol fare di noi il mestatore di Dronero, intruglio osceno. [...]
Questo vuol fare di noi quell’altro ansimante leccatore di sudici piedi prussiani, che abita qui presso; contro il quale la lapidazione e l’arsione, subito deliberate e attuate, sarebbero assai lieve castigo. Questo vuol fare di noi la loro seguace canaglia. Questo non faranno. Voi me ne siate mallevadori, o Romani. Giuriamo, giurate che non prevarranno. [...]
Basta! Rovesciate i banchi! Spezzate le false bilance! Stanotte su noi pesa il fato romano; stanotte su noi pesa la legge romana. Accettiamo il fato, accettiamo la legge.
Imponiamo il fato, imponiamo la legge. Le nostre sorti non si misurano con la spanna del merciaio, ma con la spada lunga. Però col bastone e col ceffone, con la pedata e col pugno si misurano i manutengoli e i mezzani, i leccapiatti e i leccazampe dell’ex cancelliere tedesco che sopra un colle quirite fa il grosso Giove trasformandosi a volta a volta in bue tenero e in pioggia d’oro.
Codesto servidorame di bassa`mano teme i colpi, ha paura delle busse, ha spavento del castigo corporale. lo ve li raccomando. Vorrei poter dire: io ve li consegno. I più maneschi di voi saranno della città e della salute pubblica benemeritissimi. Formatevi in drappelli, formatevi in pattuglie civiche; e fate la ronda, ponetevi alla posta, per pigliarli, per catturarli.
Non una folla urlante, ma siate una milizia vigilante. Questo vi chiedo. Questo è necessario…
Da Gabriele d’Annunzio, Arringa al popolo di Roma in tumulto (13 maggio 1915), in Per la più grande Italia, Milano 1920.

venerdì 17 ottobre 2014

La Prima Giornata Mondiale dei Cavalieri. Cronaca di un evento indimenticabile.


La Prima Giornata Mondiale dei Cavalieri ha avuto luogo con un successo entusiasmante.
Ma perché ha avuto luogo? E perché ora? E cosa ha mosso migliaia di persone, tra artisti e pubblico, provenienti da ogni parte d’Europa, verso un paese della provincia di Parma reso famoso da una celebre battaglia? Forse la risposta sta in quei “valori cavallereschi” che la manifestazione metteva al centro. Perché il mondo si fermasse un momento (una intera giornata) a riflettere. Perché la gente si sente sempre più smarrita e ha bisogno di segni tangibili. Perché c’è bisogno di capire che temi come la condivisione, l’accettazione dell’altro, la fratellanza, la certezza in qualcosa di più alto e importante del contingente non sono obsoleti e relegati al passato o ad una categoria di persone, ma sono trasversali ed attualissimi. E vanno riscoperti, o scoperti, e portati alla luce del sole, e fatti circolare con decisione ed insistenza. La stessa decisione ed insistenza che hanno animato i baroni de Grasse che per ben cinque anni si sono adoperati per dare al mondo un segnale di pace e solidarietà originale ed appassionato. La prima Giornata Mondiale dei Cavalieri è stato questo: un simbolo, che, ne siamo certi, darà il via ad altri simboli ricchi di significato.
La Giornata Mondiale dei Cavalieri è stata un successo anche mediatico. Ritrasmessa attraverso diversi canali in Live Streaming ed in differita in tutto il mondo, ha avuto ben 38,3 Milioni di spettatori che hanno seguito le immagini attraverso i cavali televisivi e 1,5 Milioni dalle onde radio. Il Barone de Grasse afferma: " Il nostro obiettivo mediatico è stato ampiamento superato. Siamo riusciti a lanciare questa scintilla della speranza nel mondo, e questo è solo l'inizio di un'onda immensa che la Giornata Mondiale dei Cavalieri sta scatenando. Intorno alla Giornata Mondiale dei Cavalieri stanno nascendo molti progetti in vari paesi. Abbiamo posto la prima pietra per un cambiamento universale! Il 20 settembre 2014 è una data storica."
Non è stato facile perseguire una strada (come ci spiega il barone De Grasse) che è stata piena di ostacoli. Ma l’abnegazione, la convinzione di dover e poter fare la “cosa giusta” ha avuto alle fine la meglio su perplessità, diffidenze ed ostracismi di varia natura.
Quando verso le nove di mattina centinaia di bambini sono arrivati presso il Municipio e con gioia hanno iniziato a sventolare le loro bandierine (i bambini che sono il futuro, la purezza, e la magia dei sogni che son parte integrante della realtà) si è capito che il “sogno grande”, di avvicinare i popoli, di dare un segnale di speranza, era tangibile, era li’ in quell’istante, e che un momento particolare nella storia si stava scrivendo. Poi da ogni parte del paese si son visti arrivare sbandieratori, cavalieri a cavallo, maschere veneziane, tamburini, suonatori di cornamuse, in un tripudio di abiti d’epoca, di colori, di suoni e di festa. La Giornata Mondiale ha avuto inizio così: tutti radunati sotto la casa Comunale, anche questo un simbolo. Tutti in “comune”.
Dopo l’avvio ufficiale dato dal Sindaco ci si è insieme portati in sfilata verso la grande piazza ribattezzata “Dei Cavalieri”, il luogo deputato agli eventi spettacolari. Ed ecco ancora i bambini sono stati i protagonisti principali, distruggendo sul grande palco allestito da Diego Spagnoli un muro di cartone sotto lo sguardo benevolo di un Ivanhoe in azzurro. Un muro da distruggere, come tutti i muri che ci ostacolano ad andare avanti, oltre, a fare anziché parlare, a proseguire per la strada del cambiamento verso il “meglio”.
A questo punto la Baronessa di Montecrestese ha liberato verso il cielo una bianca colomba, e subito centinaia di altre colombe si sono librate nell’aria.
La piazza dei Cavalieri era divisa in due zone. Da una parte il grande palco, con ai lati due megaschermi, e dalla parte opposta il campo dove si sono subito esibiti gli artisti della compagnia di Riccardo Cuor di Leone. Entusiasmante e coloratissima la loro rivisitazione storica ricca di duelli, fuochi, cavalieri e dame. E da quel momento in poi i momenti spettacolari sono stati tanti e continui, fino a notte. Sul palcoscenico il “Mondo”, la stupenda scultura realizzata da Giovanni Floris, ha visto alternarsi artisti del calibro di Silvio d’Anza, Anna Maria Adamiak, Gacomo Contro, Claudia Grundmann, Anais Leforestier, le Green Clouds, i Jalisse…
Particolarmente suggestiva è stata la Cerimonia intorno alla Tavola Rotonda (anch’essa realizzata da Giovanni Floris), dove i Cavalieri (il barone De Grasse in primis) si sono radunati per presentare le loro spade e con esse il loro impegno a perseguire i Valori condivisi. Impegno che, vergato su pergamena, è stato simbolicamente introdotto dal barone nel cuore del “ Mondo” (la bellissima scultura sarà esposta quanto prima in vari musei d’Europa seguendo un viaggio itinerante insieme alla Tavola Rotonda e al prezioso Libro d’Oro dei Cavalieri, foggiato in cuoio e arricchito di ori diversi). Tutto il paese è stato animato dai Cavalieri dal mattino alla sera. Mentre si svolgevano gli spettacoli, in luoghi diversi si tenevano esposizioni di materiale artigianale e allestimenti di varia natura, con suonatori di musica antica, soprattutto nella piazza antistante la storica chiesa, dove Maria Mirante ha tenuto un concerto e dove, sul sagrato, il blasone della Giornata Mondiale fatto in fiori accoglieva il pubblico. Ballo di mezzanotte e lancio in cielo di piccole mongolfiere infuocate hanno segnato non la fine della Giornata, ma un augurio a procedere, a continuare, a portare in alto il cuore e a credere che le cose sono sempre possibili. Soprattutto se non si è da soli.
Ora della Giornata Mondiale dei Cavalieri si continuerà a parlare, fino alla prossima edizione. Al momento restano nell’aria l’Inno dei Cavalieri (cantato da Francesco Marchetti), l’Inno della giornata mondiale (creato da Pierre Vaucher e cantato da Anna Maria Adamiak e Silvio d’Anza), la canzone dei Jalisse: L’Alchimista, per sempre tuo Cavaliere (frutto di un concorso per il miglior testo), la fragranza del profumo Chevalier, creato per l’occasione, la Moneta ricordo, ma soprattutto resta nell’aria la sensazione che il cambiamento è possibile. Basta volerlo con forza.

Sergio Scorzillo




lunedì 1 settembre 2014

la Giornata Mondiale dei Cavalieri: Fornovo di Taro 20 settembre 2014

Il Barone Hans Adrian Kleiner de Grasse di origine Svizzera e Francese e la Baronessa Ruama Pia Kleiner de Palma di Montecrestese, di origine Italiana, risiedono in Svizzera nel Castello di Laupen, Cantone di Berna, in una villa della campagna friburghese e in un Castello in Francia. Hanno scelto l’Italia e nello specifico il Comune di Fornovo (Parma) per inaugurare, il 20 settembre prossimo, un evento unico al mondo: la prima Giornata Mondiale dei Cavalieri (www.gmdc.it) , aperta al mondo, per la promozione dei valori cavallereschi e universali.
La Baronessa di Montecrestese, Ambasciatrice di solidarietà dell’EUACOS (European Academy of Solidarity) si occupa di aspetti sociali, di attività benefiche e cura tutte quelle iniziative legate alle associazioni umanitarie, alla ricerca, agli ospedali e ai bambini malati e bisognosi.
Vivere il sociale è per lei il fine primo della sua missione istituzionale e lo fa con grande umiltà, senza volersi mettere in vetrina; è sposata con il Barone Kleiner, unico in Svizzera riconosciuto con questo titolo nobiliare.
I Baroni si sono conosciuti 15 anni fa ad un Galà di beneficenza: una strada comune li ha portati al matrimonio.
Il Barone Kleiner de Grasse, discende dalla casata della Famiglia Parascandola, che detiene il baronato dal 1686; una discendenza nobile, originaria del sud della Francia, di Grasse, di cui il Barone è l’unico erede e ricopre la più alta carica di un ordine cavalleresco internazionale (Laico e non politico, che si interessa di promozione della cultura, di beneficenza e opere filantropiche).
Come tutti i nobili hanno uno stemma di famiglia che negli anni si è modificato. Oggi, l’elemento del loro stemma è la torre, che dal 1750 ha un linguaggio-significato araldico di difesa e sicurezza; altro elemento sono le ali, simbolo di protezione, di rapidità e di elevazione (o prendere il volo). Il fondo dello stemma, di color marrone, indica: “Paziente nella battaglia ma finalmente vittorioso”. Per battaglia, non si intende, per forza, solo quella fatta con le armi ma l’intento di portare avanti delle nobili cause.
Da anni i Baroni Kleiner, sono impegnati nella realizzazione di opere sociali e caritatevoli in numerosi Paesi; hanno vissuto e toccato con mano situazioni di bisogno e necessità; scrutando con il cuore e la loro forte sensibilità i casi di bisogno che si presentavano, hanno ritenuto di voler fare qualcosa per la società e per gli altri. Una goccia nell’oceano che se tutti contribuissero a mettere, probabilmente la nostra società vivrebbe oggi una situazione diversa dall’attuale.
Dice il Barone: “Riedificare e rilanciare i valori umani e cavallereschi nella nostra società è diventato necessario e fondamentale. I valori sono per tutti, non solo per la nobiltà”. La Giornata Mondiale dei Cavalieri ha proprio l’obiettivo di riunire a Fornovo il Mondo, sotto questi valori universali di pace, tolleranza, rispetto e solidarietà”: un giorno speciale per ricordare e far rivivere a tutti il vero significato della solidarietà. Prosegue il Barone Kleiner:”La vera nobiltà prende origine dal cuore e si manifesta nelle azioni quotidiane”. Il tema identificativo dei cavalieri è il gesto quotidiano a favore del prossimo.
Il barone Kleiner, laureato in studi economici si occupa di formazione dei dirigenti nelle Aziende oltre ad essere Editore. È lui stesso autore di un libro che verrà presentato dopo la Giornata Mondiale dei cavalieri: racconterà la logica del potere nel Mondo,
Nel frattempo cura le relazioni politiche, istituzionali e religiose con le Autorità Mondiali. Da cinque anni è portavoce ( oltre ad essere ideatore) della Giornata Mondiale dei Cavalieri. Obiettivo dei Baroni è quello di promuovere il dialogo. “Una goccia nell’oceano serve” ed è questo il valore principale che dovrebbe diventare valore fondamentale per gli uomini. “Guardare avanti” è il motto e l’impegno continuo; applicando i valori troveremo sempre una soluzione positiva e arriveremo a risvegliare, tutti, le nostre coscienze. “Se noi applicassimo davvero i valori di base, ci sarebbero ancora la povertà o la guerra?” – dice il Barone – “Il popolo non vuole la guerra che in genere è voluta da organizzazioni più grandi”. Sostengono inoltre il concetto di cura della nostra terra: il concetto di ecologia e dei buoni propositi e regole positive.
“Tutti questi vissuti di necessità attorno a noi, ci hanno portati a voler fare qualcosa. Ci auguriamo di far scoccare una nuova scintilla di positività. Abbiamo scelto l’Italia perché è sempre stato un Paese all’avanguardia, di cultura, di grandi opere, artisti e scienziati. Il mondo intero ha fatto e fa appello all’Italia per il suo inestimabile patrimonio culturale. Come viviamo adesso non si può continuare: il domani è nelle nostre mani e nella consapevolezza di poter, tutti, fare qualcosa”.
quella che talvolta non lascia spazio ai nobili valori.

 Visitate il sito www.gmdc.it e acquistate i biglietti per partecipare a questa giornata unica. (Ufficio stampa GMDC)

giovedì 21 agosto 2014

"I Cavalieri sono di ritorno" - il filmato


La "Giornata Mondiale dei Cavalieri" ha iniziato il suo World Tour delle presentazioni ufficiali in gennaio 2013. 
Durante gli ultimi mesi il World Tour ha visitato numerose città in Europa che hanno ricevuto l'evento mondiale con tutti gli onori.

Un evento unico, senza precedenti e di ampiezza internazionale in cui l’Italia farà rivivere al Mondo lo spirito cavalleresco.


La parola chiave di questa Giornata Mondiale dei Cavalieri è “Solidarietà”: tutto il ricavato di questo evento sarà infatti devoluto a istituzioni benefiche e caritative presenti in Italia e nei diversi Paesi del Mondo.


Saranno presenti Cavalieri da tutto il mondo, Nobiltà europea, Personalità dell’imprenditoria, della politica e dello spettacolo, Dignitari di diversi Stati e Chiese.

Grandi Star internazionali si uniranno a questa giornata mondiale e alla sua nobile causa.

Un ricco programma attende le migliaia di spettatori che arriveranno da tutto il mondo: 16 ore di spettacolo e di emozioni.

In occasione dell'importante evento che si svolgerà a 

Fornovo di Taro il 20 settembre 2014 

è stato creato un affascinante filmato visibile sul sito www.gmdc.it



Stéphane Chopard è il Realizzatore e produttore della presentazione del film "I Cavalieri sono di ritorno", dello Spot TV della Giornata Mondiale dei Cavalieri e del clip "Chevalier, profumo ufficiale della Giornata Mondiale dei Cavalieri".

RSC Production, realizza dei film e documentari per le grandi catene internazionali, RTS SFDRS, RAI, France Television, Canal Plus, ARTE, WDR, Discovery, National Geographic, Plus, ARTE, WDR, Discovery, National Geographic, ecc.





Pierre Vaucher è il Compositore e Produttore della musica originale del Film di lancio della prima Giornata Mondiale dei Cavalieri, dell’inno dei Cavalieri, della musica originale dello spot TV della Giornata Mondiale dei Cavalieri, del clip "Chevalier" Profumo Ufficiale della Giornata Mondiale Cavalieri.


Ha composto ed interpretato numerose produzioni per film, spot pubblicitari, documentari, cortometraggi.

Mangrove-produzioni è responsabile per la composizione e produzione di musica originale per l'immagine. Creazione e produzione di musiche originali per il film, il cinema, la televisione, e per qualsiasi produzione audiovisiva.






mercoledì 20 agosto 2014

la Prima Giornata Mondiale Dei Cavalieri





il 20 settembre 2014 a Fornovo di Taro (Parma) ci sarà il grande evento: 


la Prima Giornata Mondiale Dei Cavalieri 

Tutto è pronto! 
Assieme a voi creeremo uno spettacolo indimenticabile. 
Assicurate il vostro posto prenotando i biglietti sul sito www.gmdc.it 

Grandi Artisti, spettacoli, cerimonie e momenti mozzafiato vi coinvolgeranno in questa giornata speciale. (Ufficio Stampa GMDC).

I FESTEGGIAMENTI:
  • Diversi concerti :  Silvio d'Anza, il Duo Jalisse, Green Clouds, Anna Maria Adamiak, Giacomo Contro, Claudia Grundmann, Maria Mirante, ecc.
  • 16 ore di spettacoli ed emozioni pure
  • Centinaia di artisti provenienti da numerosi paesi
  • Un viaggio attraverso 1000 anni di storia delle epoche Barocco - Rinascimento - Veneziano - Medioevo
  • Cerimonia d'apertura, sfilata
  • Cerimonia di proclamazione ufficiale della prima Giornata Mondiale dei Cavalieri
  • Maestoso ballo di mezzanotte ai valzer di vienna
  • Fiabesco lancio delle lanterne dei desideri
  • Mercato, artigianato d’epoca, specialità nostrane

La Giornata Mondiale dei Cavalieri è posta sotto la stella della solidarieta. Tutti i profitti saranno devoluti in beneficenza.

martedì 13 maggio 2014

Scorzillo: Evvive les Differences (Tous)!

Scorzillo: Evvive les Differences (Tous)!

Sergio Scorzillo
Sergio Scorzillo
Un’ora e mezza di erotismo verbale (solo chiacchiere s’intende!), narrato, cantato ed anche un po’ ballato sul fil rouge di celebri scritti di De Sade, Garcia Lorca, Verlaine, Lawrence e D’annunzio….autori che la sapevano lunga a tal proposito!
L’ultimo spettacolo di Sergio Scorzillo(in cartellone al Teatro della Memoria di Milano) ha un titolo piuttosto graffiante “Diario di viaggio di un bisessuale contento”, traduzione libera e creativa da un monologo di Marcel Delabiche, cioè “Carnet de voyage d’un bixessuel ravi”. Verosimilmente si tratta di un autore della Belle Epoque, piuttosto libertino e gaudente, che ama raccontarsi senza mezzi termini e ipocrisie. Anche se l’outing sensuale e scanzonato non è privo di una certa ironica eleganza. Adatto, naturalmente, ad un pubblico adulto.

Però, però…tutto questo andirivieni su e giù per frasi celebri della cultura tout court (non solo erotica!), questo inframezzare con testi di canzoni pop e arie d’operetta che inventano un secondo filo conduttore della pièce, non ricordano forse l’eclettica personalità e lo stile del nostro autore-attore-regista?
“E va bene, sì -confessa Sergio Scorzillo- il monologo è scritto di mio pugno, Marcel Delabiche è difatti un nom de plùme !”
Disinvolto e a suo agio sul palco, inventore di situazioni e stati d’animo curiosi, Sergio sa rendere bene l’idea godereccia del pluri differenziato erotismo di François, il suo divertente e assatanato protagonista. Felice che le sue sfaccettate pulsioni sessuali gli abbiano offerto un sacco di possibilità dall’adolescenza in poi…
Quindi racconta le sue vicissitudini parafrasando, come già detto, motivi popolari a cominciare da una celebre aria de “La Vedova Allegra”, per continuare con la nota canzonetta del Trio Lescano “Ma le gambe”, “Perché no” di Battisti e la vivace “Tanti auguri”, repertorio della Carrà. Musiche dal vivo interpretate al pianoforte dal bravissimo Dario Dongo, abile pure come spalla nei momenti salienti.
“Quel qualcosa che a detta di chi sa mi contraddistingue dagli altri, è semplicemente che non mi formalizzo a dire le cose come stanno, anche perché dal mio punto di vista stanno assai bene. Stanno benissimo….” Questo è l’incipit del percorso, apertura a racconti dal linguaggio crudo, coraggioso e diretto, diciamo “moderno”?! Ben lontano comunque da falsi moralismi e bigottismi.
La pièce è dedicata a Spalding Gray, attore e commediografo americano, autore di monologhi, tra i quali il citato “Sex and Death to the Age 14”, caratterizzati da humour, paranoia e consapevolezza. Ingredienti base anche dei lavori del nostro amico Sergio.
Marisa Gorza ha scritto 5 articoli su Tv News